Il Rusco, o pungitopo, sembrerebbe essere il migliore tra i vasocostrittori naturali, utile soprattutto per chi soffre di gambe gonfie e di emorroidi. 

     


Rusco in erboristeria: cos’è e cosa contiene?

Quando nominiamo il Rusco in erboristeria, intendiamo la pianta di Ruscus aculeatus L., comunemente anche detta “pungitopo” e noi erboristi del rusco utilizziamo il rizoma, i cui principi attivi principali sono le ruscogenine (delle saponine steroidee).

Il Rusco è una pianta perenne e dioica alta 30-40 cm e cresce spontanea nei boschi e nei sottoboschi di tutta Europa. Possiede un rizoma ed uno o più fusti eretti che portano numerosi cauli appiattiti che sembrano foglie; il frutto è una bacca rossa che conferisce alla pianta un aspetto decorativo. Non è assolutamente da confondere con l’agrifoglio (Ilex aquifolium), detto anche o pungitopo maggiore.

Ruscus aculeatus Liliopsida Fam.Liliaceae | Botanica, Piante, Natura


Rusco: quando consigliarlo per l’uso

Secondo l’ESCOP, ma anche secondo la Commissione E tedesca, il Rusco è:

  • indicato nel trattamento dei sintomi associati all’insufficienza venosa cronica, quali dolori, senso di stanchezza e pesantezza alle gambe, formicolio e gonfiore:
  • coadiuvante del trattamento dei sintomi associati alle emorroidi, quali prurito e bruciore.

Cos’è l’insufficienza venosa cronica? essa è una condizione nella quale le vene non favoriscono il ritorno del flusso sanguigno e pertanto il sangue tende a ristagnare nei tessuti; questa situazione si verifica più spesso nelle vene delle estremità inferiori. L’insufficienza venosa cronica può essere causata o da vere e proprie patologie delle vene (varici, esiti di trombosi venosa, ecc.) oppure da un sovraccarico funzionale delle vene che, seppur normali, sono chiamate ad un lavoro eccessivo. Una delle più comuni manifestazioni dell’insufficienza cronica è costituita dalle vene varicose (varici), sebbene l’insufficienza venosa cronica possa manifestarsi senza vene varicose o capillari evidenti. Le vene varicose sono il risultato della rete dei proteoglicani nel tessuto elastico della parete venosa ad opera degli enzimi lisosomiali; questo faciliterebbe la fuoriuscita di elettroliti, fluido e proteine attraverso la parete vasale e la formazione di edema; si assiste inoltre ad una riduzione di collagene, di una dilatazione della parete vasale ed alterazioni del microcircolo con conseguente stasi venosa.

Cosa sono le emorroidi? le emorroidi sono rappresentate da due normali strutture anatomiche vascolari: il plesso emorroidario interno e il plesso emorroidario esterno. Ogni volta che il plesso emorroidario interno si dilata si osserva un aumento della massa del tessuto di sostegno e la tumefazione venosa che ne risulta è l’emorroide interna. Quando invece le vene emorroidarie esterne si dilatano e vanno incontro a trombosi si ha l’emorroide esterna. Con l’evoluzione della malattia anche le emorroidi interne dopo un certo tempo prolassano all’esterno.


Tutte le proprietà note del Rusco in letteratura scientifica

Secondo F. Caujolle “il rusco è forse il più potente vasocostrittore naturale conosciuto”, con una marcata azione flebotonica superiore a quella dell’ippocastano. Secondo il Capasso, in “Fitoterapia” (2005):

  • il rusco inibisce l’aumento della permeabilità del letto venoso indotta sperimentalmente da agenti quali bradichinina, leucotriene B4 ed istamina;
  • sia la droga (il rizoma) che la ruscogenina (principio attivo) causano vasocostrizione delle venule senza influenzare in modo apprezzabile le arteriole. Si ritiene che gli effetti vascolari delle saponine siano dovuti, almeno in parte, al blocco dei recettori alfa adrenergici e dei canali del calcio sulle cellule muscolari lisce venose;
  • al contrario dell’ippocastano, il rusco possiede anche attività anti-elastasi, mentre ha lieve effetto sulla ialuronidasi;
  • il rusco possiede proprietà astringenti ed antinfiammatorie che possono essere di giovamento nel caso di insufficienza venosa cronica;

Sempre l’ESCOP cita, nella monografia del Rusco, studi condotti in vitro e in vivo, in particolare sulle sue proprietà vasocostrittrici e vasoprotettive e una raccolta di innumerevoli studi clinici sull’insufficienza venosa cronica e le varici. R. Weiss (1992) segnala inoltre che il rusco agisce efficacemente nelle sindromi anorettali e in particolare nelle emorroidi, ove si assiste alla decongestione dei noduli emorroidali che si “sgonfiano” arrecando sollievo al paziente. Il Rusco possiede inoltre attività diuretica (segnalata già da Dioscoride!) per cui risulta utile anche per chi presenta problemi di ritenzione idrica, oltre che di edemi e insufficienza venosa. Il Dott. Valnet lo indica anche per i disturbi della menopausa, dolori premestruali e mestruazioni dolorose.

Il Pungitopo può essere associato ad altre piante a tropismo vascolare (meliloto, amamelide, ippocastano, vite rossa,..). Per quanto riguarda la gemmoterapia, Bruno Brigo e la Dott.ssa Campanini individuerebbero tra i gemmoderivati d’elezione per un eventuale sinergismo col rusco i gemmoderivati di sorbodi castagnodi ippocastano.


Rusco: cosa abbiamo selezionato noi!

Rispetto a tutto il Rusco venduto in commercio un’occhio alla titolazione è fondamentale per non disattendere le proprietà vantate! Per quanto riguarda il problema delle gambe gonfie, noi di Erboristeriacomo.it ti proponiamo Rusco Composto Plus, con rusco rizoma estratto secco tit. min. 10% in ruscogenine totali come ruscogenina, amamelide virginiana foglie estratto secco E/D 1:4, meliloto officinale estratto secco tit. min. 0,5% in cumarine totali, Myrto Pure 36 (vaccinium myrtillus bacche estratto secco tit. min 36% metodo HPLC in antocianosidi!).

Per quanto riguarda il trattamento delle emorroidi Fitoproct è un nostro integratore, da associare se serve al dispositivo medico crema emorroidi esterne, a base di fitocomplessi di rusco e mirtillo nero come Rusco Composto plus e castagno.

Ad essi, se vuoi associare alcuni gemmoderivati specifici, per le emorroidi generalmente si consiglia sorbo e ippocastano; per l’insufficienza veno-linfatica sorbo, castagno ed ippocastano.

Dott.ssa Laura Comollo


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