Intolleranza alimentare. Sei intollerante al lattosio o al glutine? Scopri cosa ti propone la Dott.ssa Comollo per affrontarle naturalmente.

     


Nello scorso post abbiamo visto cosa sono le intolleranze, come riconoscerle e le loro cause. Ora affronteremo le due intolleranze più comuni e i nostri rimedi naturali.

Quali sono le due intolleranze più comuni?

L’intolleranza agli zuccheri come lattosio, fruttosio e sorbitolo, dovuta a un deficit enzimatico (lattosio) o a un deficit dei carrier (per fruttosio e sorbitolo): è piuttosto diffusa ed è spesso la causa di problemi intestinali cronici come la sindrome del colon irritabile.

Nel caso del lattosio, l’intolleranza più comune, se non vengono prodotte sufficienti quantità dell’enzima lattasi, questo non viene efficientemente scomposto nelle sue componenti, il glucosio e il galattosio per poi essere assorbito e utilizzato dall’organismo e così una parte del lattosio può non essere assimilato, richiamando liquidi per effetto osmotico e venendo fermentato dalla flora batterica intestinale con una forte produzione di gas che causa tutta una serie di disturbi intestinali. Maggiore sarà la quantità di lattosio ingerita, più evidenti saranno i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali.

In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio, secondo l’Istituto Superiore di Sanità Italiano, non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono, a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l’intolleranza è lieve possibile controllare i sintomi bevendo il latte durante i pasti, sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati, bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, emmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l’intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti.

L’intolleranza alimentare al glutine (Gluten Sensitivity): una forma di intolleranza sintomatica al glutine, o meglio, una “reazione all’assunzione di glutine nei casi in cui celiachia e allergia al frumento sono state escluse“.

Il glutine è l’insieme di proteine che contengono il grano, l’orzo, la segale, l’avena e diversi altri tipi di grani appartenenti alla famiglia delle Graminacee. È un aggregato proteico dalla composizione molto eterogenea composto dal 45% di gliadine e dal 55% di glutenine, quindi ricco di prolina, un amminoacido poco digeribile in quanto nel tratto digerente dell’uomo, in taluni casi, mancano specifici enzimi digestivi. La prolina si degrada ad opera di un’ossidasi che la converte in acido glutammico, il quale è un neuro trasmettitore eccitatorio precursore del GABA (l’acido γ-amminobutirrico, principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale).

sintomi comprendono disturbi gastrointestinali quali senso di pesantezza dello stomaco, diarrea e dolori addominali, ma anche disturbi extra intestinali, come sensazione di confusione mentale, cefalee dolori articolari e muscolari. I sintomi si presentano di norma alcuni giorni (oppure ore) dopo il consumo di alimenti contenenti glutine.

La sensibilità al glutine è circa 6 volte più frequente della celiachia ed è in aumento: le cause, secondo numerosi studiosi, sono diverse ma alcune delle più importanti sono queste:

  • il grano moderno (grano Creso) contiene una più elevata quantità di glutine (e tra l’altro con elevate quantità di prolammine) rispetto al grano Cappelli, grano antico;
  • la lavorazione del grano: oggi i grandi mulini tritano il grano in maniera così fina che lo polverizzano (questo rende la farina ottenuta meno digeribile rispetto a quella prodotta con metodi tradizionali), la farina viene raffina, eliminando la crusca (la fibra) e dopo la raffinazione subisce un’ulteriore processo di sbiancatura con il cloro;
  • la lievitazione: una volta si faceva il pane usando il lievito naturale, ottenuto dalla fermentazione della farina con l’acqua.

C’è differenza tra celiachia ed intolleranza al glutine?

La celiachia, a differenza della gluten sensitivity, è una patologia autoimmune che nella maggior parte dei casi dipende da alcuni difetti dell’immunità innata, cioè quelli di cui siamo dotati dalla nascita: il celiaco produce anticorpi verso la proteina del glutine gliadina, introdotta nel nostro organismo tramite la dieta: questi anticorpi producono infiammazione cronica e grave dell’intestino provocando atrofia dei villi.

La sensibilità al glutine si può sviluppare negli anni e non ha una componente autoimmune. Mentre per i celiaci si raccomanda una dieta priva di glutine, per chi soffre di Gluten sensitivity si raccomanda un’alimentazione a basso contenuto di glutine.


Intolleranza alimentare: la nostra proposta naturale

Ti è mai capitato di sentirti la pancia gonfia, di aver difficoltà a digerire bene, sonnolenza, magari dopo aver mangiato pane, pasta e pizza? Ecco cosa ti propongo di veramente valido contro l’intolleranza alimentare!

Intolerance digestsenza glutine e senza lattosio, è un integratore alimentare altamente innovativo, indicato per intolleranti al lattosio e al glutine, utilizzabile anche dai diabetici ed è a base di un complesso costituito dall’associazione sinergica di:

  • Finocchio, utile per la funzione digestiva, la regolare motilità gastrointestinale e l’eliminazione di gas.
  • Un blend di enzimi capaci di digerire i carboidrati anche più indigeribili, a base di enzimi galattosidasi.

Il blend di enzimi di Intolerance digest, brevettato, è stato testato in condizioni digestive normali e in una situazione di cattiva digestione. Titolo dello studio, effettuato dalla società The Netherlans Organization for applied scientific Research, è: “The first Quantitative Evidence Proving The Efficacy Of Supplemental Enzymes”. Risultato: questo blend ha dimostrato la sua efficacia nel migliorare la digestione dei carboidrati sia in condizioni digestive perfette sia in cattive condizioni, oltre a resistere all’ambiente acido dello stomaco esercitando la sua attività a livello intestinale.


Perché un blend enzimatico?

Il blend enzimatico di Intolerance digest ha l’utilità di favorire la scomposizione di carboidrati complessi, e quindi la digestione, favorendo la riduzione di gas e una pancia sgonfia. Si consiglia di farne uso  al momento dell’assunzione di alimenti contenenti lattosio o carboidrati non digeribili.


Intolleranza alimentare: come e quando assumere Intolerance Digest?

All’occorrenza, 1 capsula 15/30 minuti prima di pranzo e 1 capsula 15/30 minuti prima di cena.


A cosa si può associare sinergicamente intolerance Digest?

Studi dimostrano che, a differenza dell’allergia, ripristinando la corretta funzionalità della barriera gastrointestinale del soggetto, i sintomi di intolleranza lieve verso uno o più alimenti può scomparire/arrestarsi. Le prove a sostegno di tutto ciò sono ancora incomplete, ma sono abbastanza solide da incoraggiare i ricercatori a proseguirne il cammino intrapreso. La linea intolerance che troverete nella nostra erboristeria sarà proprio utile per questo e comprende:

Scienza tecnologia e natura al tuo servizio!

Dott.ssa Laura Comollo


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