Il genere Tamarix L., con il nome comune di tamerice, è costituito da più di 60 specie di piante alofite che vengono utilizzate per scopi medicinali come infezioni, ferite e disturbi del fegato e della milza dalle popolazioni locali principalmente nei paesi asiatici e africani. Nello specifico, ci occuperemo in questo post di Tamarix Gallica.

     


Tamarix gallica: caratteristiche della pianta

Tamarix gallica L., famiglia delle Tamaricaceae, è un arbusto a foglie caduche diffuso nel bacino del Mediterraneo occidentale in ambienti salini quali saline, anfratti e fiumi con acque salmastre (Baum, 1978). Si tratta infatti di una pianta alofita, che cresce a circa 800 m di altezza, su terreni salini ma che si difende dal sale isolandolo in alcune speciali cellule presenti nelle sue foglie (“Salt glands of recretohalophyte Tamarix under salinity: Their evolution and adaptation”, 2020). I fiori sono rosa, piccoli e numerosi, si dispongono in spighe cilindriche terminali e possiedono 4/5 petali. Viene coltivata sia per il consolidamento dei terreni sabbiosi che per formare barriere frangivento in aree costiere e, grazie alla ricca e vistosa fioritura, viene utilizzata a scopo ornamentale. La pianta, nota fin dall’antichità, può rinascere dalle ceneri del suo ceppo, se bruciata, grazie alle profonde radici immerse.


Tamarix gallica: principi attivi

I costituenti chimici e gli usi della Tamarix gallica sono stati ampiamente studiati. L’analisi fitochimica di questa pianta mostra che è ricca di antiossidanti come tannino (50%), tamarixina, tamauxetina, troupina, 4-metilcumarina e acido 3,3′-di-O-metilellagico. I tannini sono un gruppo eterogeneo di composti. La loro attività antimutagena e anticancerogena è variamente descritta in letteratura. I tannini hanno una proprietà fisiologica benefica come scavenger di intermedi reattivi dell’ossigeno. Gli acidi tannico ed ellagico sono molecole promettenti tra gli antiossidanti naturali. In particolare, i tannini esercitano un’azione antimutagena e antitumorale attraverso: l’inibizione del metabolismo del procancerogeno; la regolazione del ciclo cellulare in progressione e l’apoptosi nel cancro cellule; scavenging di specie radicaliche indotte da H2O2 in cellule in coltura.

La cumarina e la 4-metilcumarina hanno dimostrato di essere inibitori della carcinogenesi mammaria nel ratto. L’acido ellagico e l’acido 3,3′-di-O-metilellagico sono antiossidanti ben documentati e sono noti per proteggere dalla tossicità epatica indotta dal tetracloruro di carbonio.

In conclusione, il meccanismo mediante il quale Tamarix gallica inibisce il danno ossidativo coinvolge le vie intracellulari ed extracellulari scavenging dei radicali liberi, prevenendo i siti nucleofili del DNA, inibendo l’assorbimento dei mutageni o dei loro precursori. Il potenziale chemiopreventivo di Tamarix gallica può essere attribuito ai suoi ingredienti polifenolici. Inoltre, è anche efficace nell’inibire l’attività dell’ODC (ornithine decarboxylase) e la sintesi del DNA che sono associate alla promozione del tumore.


Tamarix gallica proprietà

Tamarix gallica è segnalata come stimolante e tonico epatico. Tenendo in considerazione le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di Tamarix gallica, sono vari gli studi pubblicati riguardo il potenziale chemiopreventivo di Tamarix gallica contro la cancerogenesi nel fegato; a riguardo, uno studio tra tanti ha chiaramente dimostrato che Tamarix gallica ripristina le alterazioni indotte dalla tioacetamide nell’attività enzimatica che sono considerate responsabili dello stress ossidativo e della risposta di promozione del tumore nel fegato dei ratti wistar.

Tamarix gallica galle e manna

Principalmente le galle e la manna (essudazione gommosa) sono utilizzate per scopi terapeutici. Le galle sono usate principalmente come astringenti in caso di dissenteria e diarrea; le galle polverizzate mescolate con vaselina sono utili nelle emorroidi e nelle ragadi anali. La manna è usata principalmente come blando lassativo ed espettorante.

Tamarix gallica gemmoderivato

I giovani getti presentano un noto organotropismo per midollo osseo e milza, ove stimolano la formazione dei globuli rossi e delle piastrine (E. Campanini, Gemmoterapia, 2005). Il gemmoderivato di Tamerice riattiva il metabolismo del ferro e del colesterolo, stimola la linea eritropoietica e trombocitaria e, quindi, aumenta il numero di globuli rossi e delle piastrine circolanti nel corpo. Stimola e regolarizza le risposte spleniche e l’emopoiesi; interviene sulle cellule delle serie rossa e bianca e sulle piastrine. Ha nota azione epatoprotettiva ed epatotonica.

Tamerice gemmoderivato trova indicazione nella terapia delle anemie ipocromiche. Altra indicazione è rappresentata dalla piastrinopenia di origine virale (parotite, rosolia, epatite, mononucleosi) e dalle sindromi emorragiche conseguenti a piastrinopenia. La piastrinopenia, o trombocitopenia, è una condizione caratterizzata da un numero di piastrine inferiore a 150000/ml di sangue. La diminuzione delle piastrine può essere asintomatica o manifestarsi, nei casi più gravi, con petecchie e porpora cutanea. Insieme a Ribes nigrum contrasta efficacemente l’astenia che consegue alla mononucleosi.

A livello psichico, la Tamarix Gallica aiuta ad accettare situazioni difficili e riportare il benessere, armonizzando così lo sviluppo psico-spirituale.

Il gemmoderivato di Tamerice ha questa posologia: 50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, un quarto d’ora prima di cena (lo trovi qui).


Tamarix Gallica, studi sul diabete

I flavonoidi O-metilati e glucuronosilati sono stati isolati da Tamarix gallica come inibitori dell’α-glucosidasi. La relazione struttura-attività di questi flavonoidi suggerisce che la parte di catecolo e l’acido glucuronico in C-3 sono fattori nell’aumento dell’attività inibitoria dell’α-glucosidasi.

Nello studio, pubblicato su PubMed, “Inhibitory Activities of Antioxidant Flavonoids from Tamarix gallica on Amyloid Aggregation Related to Alzheimer’s and Type 2 Diabetes Diseases”, si sono approfondite le attività inibitorie dei flavonoidi antiossidanti da Tamarix gallica sull’aggregazione amiloide correlata all’Alzheimer e alle malattie del diabete di tipo 2.

E’ noto che la prevenzione dell’aggregazione amiloide è promettente per il trattamento di malattie legate all’età come l’Alzheimer (AD) e il diabete di tipo 2 (T2D). In questo studio del 2017 sono stati testati 10 flavonoidi isolati dall’alofita Tamarix gallica per il loro potenziale di inibizione dell’aggregazione dell’amiloide. E’ emerso che i flavonoidi glucuronosilati mostrano un’attività inibitoria relativamente forte dell’aggregazione dell’amiloide β (Aβ) e del polipeptide amiloide delle isole umane (hIAPP) rispetto ai loro analoghi agliconi. La relazione struttura-attività dei flavonoidi suggerisce che la porzione di catecolo è importante per l’inibizione dell’aggregazione amiloide, mentre la metilazione del gruppo carbossilico nella parte glucuronide e del gruppo idrossile nei flavonoidi agliconi lo ha diminuito.


Tamerice: conclusioni

Tamarix gallica è una pianta nota fin dall’antichità, studiata da Pol Henry in gemmoterapia e usata anche dalla medicina ayurvedica. Trovi qui il gemmoderivato di Tamarix gallica, preparato in Italia secondo il metodo spagyrico.

Dott.ssa Laura Comollo


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