Emorroidi esterne ed emorroidi interne: rimedi naturali efficaci per trattarle a 360° per stare meglio naturalmente.

     


Le emorroidi sono rappresentate nel nostro organismo da due normali strutture anatomiche vascolari: il plesso emorroidario interno, localizzato nella sottomucosa all’interno del canale anale e il plesso emorroidario esterno, localizzato in sede sottocutanea ai margini dell’orifizio anale. Un’alterazione a tali strutture anatomiche provoca la “malattia emorroidaria”.

Cosa si intende per malattia emorroidaria?

La malattia emorroidaria, chiamata comunemente “emorroidi” è un disturbo fastidioso, ricorrente, che affligge alcune persone anche più volte all’anno, specialmente nei cambi stagionali. La crisi emorroidaria è caratterizzata da sintomi come: pesantezza, congestione, dolore, prurito, prolasso della mucosa; cause emorroidi: abuso di alcol, alimenti piccanti, stress, sforzi prolungati, stipsi non curata, gravidanza.

La visita medica è necessaria nelle seguenti situazioni: presenza di sangue nelle feci (le emorroidi possono mascherare un carcinoma del retto-sigma); scarsa risposta al trattamento (il dolore continuo e insopportabile deve indurre il sospetto di trombosi emorroidaria); insorgenza recente, soprattutto se le emorroidi sono associate ad alterazioni dell’alvo.

Emorroidi interne ed esterne

Cosa sono le Emorroidi interne, i sintomi

Ogni volta che il plesso emorroidario interno si dilata, si osserva un aumento della massa del tessuto di sostegno e la tumefazione venosa che ne risulta viene detta emorroide interna. Occasionalmente, le emorroidi interne, si ingrossano sufficientemente per prolassare sotto lo sfintere anale. Sono classificate secondo i sintomi  e le risultanze dell’esame. Stadio 1: sanguinamento ma non protusione; Stadio 2: protrusione dopo la defecazione, si riduce spontaneamente; Stadio 3: protrusione dopo la defecazione, deve essere ridotta manualmente; Stadio 4: protrusione, non riducibile.

Cosa sono le Emorroidi esterne, i sintomi

Le emorroidi esterne sono dovute invece a una dilatazione o trombosi del plesso rettale esterno, costipazione, diarrea, sollevamento di pesi, tosse, parto. Sintomi delle emorroidi esterne: grumo perianale, spesso doloroso con sanguinamento, disagio leggero, risoluzione spontanea se si ristabilisce l’omeostasi. Brandelli esterni di pelle dell’ano sono i resti di precedenti emorroidi esterne. La trombosi e l’aumento della dilatazione scatenano un ciclo di edema e dolori acuti, che peggiorano durante la defecazione o stando seduti a lungo, e sanguinamento dopo defecazione. Se un paziente ha emorroidi esterne, quelle interne sono probabilmente presenti.


Emorroidi cura rapida

1) curare l’alimentazione e l’esercizio fisico. Le “emorroidi” sono rare nelle culture con diete ricche di fibre e di cibi non raffinati. Diete povere di fibre portano a sforzi durante la defecazione a causa di feci più piccole e più dure. Lo sforzo aumenta la pressione addominale, ostruendo il ritorno venoso, aumentando la congestione pelvica e indebolendo le vene. In particolare, coloro che soffrono di emorroidi dovrebbero evitare o limitare inoltre il consumo di cibi speziati o piccanti come pepe, senape, zenzero, bevande alcoliche, aglio e cipolla, perchè stimolano la mucosa ano-rettale e aggravano i sintomi come il sanguinamento e il prolasso delle emorroidi.

2) trattamenti emorroidi interne ed esterne (nei primi stadi, non chirurgici). In fitoterapia si utilizzano piante ad azione astringente, vaso costrittrice, tra cui: rusco, ippocastano, amamelide. Il rusco (o pungitopo) in particolare è rimedio d’elezione per la funzionalità del plesso emorroidario. Su erboristeriacomo.it troverete per le emorroidi cura rapida: l’integratore per emorroidi Fitoproct, preparato in collaborazione con l’associazione fitoterapisti italiani di cui facciamo parte, e il dispositivo medico Fitoproct crema rettale naturale per il trattamento interno ed esterno delle emorroidi.


Emorroidi e gemmoderivati

Parallelamente alle terapie consigliate dal medico e/o fitoterapiche, i gemmoderivati sono utili coadiuvanti. In particolare, secondo il Prof. dott. Brigo, ma anche secondo la dott.ssa Campanini, i gemmoderivati per le emorroidi sono: ippocastano e sorbo. Vediamone meglio il perchè e come assumerli.

Gemmoderivato di ippocastano

Le gemme dell’Ippocastano sembrano essere la parte più attiva della pianta: fragilità capillare, emorroidi, alterazioni a carico del sistema venoso periferico (varici) sono le principali indicazioni terapeutiche di questo gemmoderivato.
Grazie all’azione venotonica e vasculoprotettiva si verifica, infatti, un aumento del tono venoso con diminuzione dei tempi di svuotamento venoso e conseguente riduzione della stasi. A livello della microcircolazione si verificano una normalizzazione della permeabilità e un aumento della resistenza capillare che, oltre a diminuire la fragilità dei capillari stessi, contribuisce alle notevoli capacità vasoprotettive, antiessudative e antiedemigene delle gemme di Ippocastano. È importante segnalare, inoltre, che il gemmoderivato, a differenza delle altre forme galeniche, presenta un minor tempo di latenza nel manifestare la risposta terapeutica.
Per queste caratteristiche, ad esempio, la sua prescrizione risulta particolarmente utile nel trattamento della crisi emorroidaria ove può affiancare anche la terapia farmacologica classica.

Il prof. Bruno Brigo consiglia di assumere 50 gocce di gemmoderivato di ippocastano diluite in poca acqua anche ogni ora nella crisi emorroidaria, diradando in base al miglioramento. Nella crisi emorroidaria l’ippocastano agisce rapidamente, manifestando la sua efficacia già 15-20 minuti dopo la somministrazione. Nelle emorroidi recidivanti la posologia media è di 50 gocce al giorno.

Gemmoderivato di sorbo

Il sorbo è considerato un rimedio specifico per le vene, in quanto tonifica la parete venosa, ne combatte l’infiammazione e riduce i fenomeni congestizi. E’ utile nei disturbi circolatori della menopausa, in associazione al gemmoderivato di castagno il sorbo è utile per il microcircolo e gambe pesanti, mentre insieme al gemmoderivato di ippocastano è particolarmente indicato nel trattamento delle emorroidi.

Il prof. Bruno Brigo consiglia di assumere 50 gocce di gemmoderivato diluite in poca acqua nelle emorroidi recidivanti, in associazione al gemmoderivato di ippocastano.

La Dott.ssa Campanini, nel suo libro sulla gemmoterapia, indica come modo d’uso del gemmoderivato di ippocastano e sorbo per il trattamento delle emorroidi: gemmoderivato di sorbo 50 gocce in acqua prima di colazione e gemmoderivato di ippocastano 50 gocce in acqua prima di pranzo e cena. I due gemmoderivati andrebbero assunti per 20 giorni al mese per 2-3 mesi.

Dott.ssa Laura Comollo


Per qualsiasi chiarimento o per maggiori informazioni Contattaci.

Seguici sui nostri canali Facebook Instagram

TUTTI I DIRITTI RISERVATI, IL PRESENTE TESTO NON E’ RIPRODUCIBILE SENZA ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DI ERBORISTERIACOMO.IT


Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un farmaco è necessario contattare il proprio medico. 

Share ... Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter