Scopriamo insieme da cosa origina, come viene prodotto, le proprietà e l’uso dell’olio essenziale di incenso proveniente da Boswellia sacra (o Boswellia carterii).

     


Il nome Incenso identifica in maniera generica le secrezioni oleoresinose di molte specie del genere Boswellia Roxb. ex Colebr., appartenente alla famiglia delle Burseraceae Kunth., che per la maggior parte produce oleo-gommo-resine a seguito di lesioni della corteccia. Viene dal latino incensum, participio passato di incendere, ovvero in + cendere (per candere = essere splendente, acceso, fiammeggiante), quindi come senso finale di bruciare, sottointeso qualcosa di aromatico, il thus, o resina odorosa.

L’incenso: cos’è e a cosa serve

Il primo dato certo sull’usanza di bruciare piante aromatiche e resinose viene dal ritrovamento
di un bruciatore da incenso nella zona di scavo di Qustul, nell’odierno Sudan, databile intorno al 3.400 a.C. L’incenso è sempre stato utilizzato come fumigazione sia terapeutica sia  dopo avere cucinato cibi dall’odore non gradevole (pesce), o per allontanare le zanzare e altri insetti. In Oman viene bruciato nei templi e nelle chiese, ma anche in casa per accogliere gli ospiti. Viene usato inoltre in applicazioni locali come balsami ed unguenti, oppure come polvere o cenere come preparazione dermatologica. Viene aggiunto all’acqua per aromatizzarla prima di berla, e come digestivo. 

Boswellia: l’albero da dove proviene l’olio essenziale d’incenso

La Boswellia sacra Flueck. (sinonimo Boswellia carterii Birdw.) è un albero nativo di Etiopia, Somalia settentrionale, Oman sud occidentale e Yemen meridionale, che cresce fino a 8 m di altezza. Tutte le parti dell’albero sono altamente resinose.

L’albero dell’incenso o Boswellia sacra: caratteristiche

Boswellia presenta uno o più fusti presto ramificati, con rami che tendono a ripiegarsi verso il basso. La corteccia è papiracea, desquamante e in seguito a lesioni produce un’abbondante resina aromatica con funzioni protettive e antisettiche. Le foglie sono composte imparipennate, con 6-8 coppie di foglioline opposte e una fogliolina apicale, raccolte all’apice dei rami. I fiori sono in racemi ascellari lunghi fino a 10 cm, raggruppati insieme all’estremità dei rami; hanno calice verde, cinque petali bianco-giallastri e un disco nettarifero di colore giallo che con la maturazione vira al rosso. Il frutto è una capsula di circa 1 cm di lunghezza con 3-5 semi.


Olio essenziale incenso: la raccolta della resina 

Gli alberi di Boswellia sacra iniziano a produrre la resina dopo circa 8-10 anni. L’olio essenziale d’Incenso si estrae per distillazione in acqua/con corrente di vapore dalla resina di Boswellia carterii Birdw., ha un profumo pieno, rotondo e ricorda un po’ il miele. Viene utilizzato in molte creme ed unguenti di alta qualità.

La raccolta della resina di incenso

La raccolta dell’incenso inizia ad aprile. Con un attrezzo chiamato menghaf, una specie di scalpello affilato da un lato per decorticare i rami e non affilato dall’altro per raccogliere la resina, si producono da 10 a 30 decorticazioni ovali (4–8 cm) sui rami più robusti della pianta; dalle aree decorticate essuda resina di colore bianco che progressivamente solidifica all’aria.

La resina viene lasciata fluire per due o tre settimane, dopodiché inizia ad essere raccolta; tuttavia questa prima resina è poco abbondante e di qualità mediocre. Le decorticazioni vengono ripulite e dopo due settimane inizia la seconda raccolta che produce incenso in abbondanza e di qualità migliore della prima. La resina viene raccolta con lo stesso sistema tre o quattro volte nell’anno, fino ad ottobre, quando l’albero viene lasciato a riposo fino alla successiva stagione.


Olio essenziale incenso: come deve essere quello puro

L’olio essenziale d’Incenso puro, 100%, è un liquido mobile, giallo chiaro o ambrato-verde. Dall’aroma dolce, balsamico e legnoso con note fresche e agrumate, o di mela verde, ma non di trementina. Se distillato per lungo tempo l’aroma acquista una grande tenacia, con note finali che ricordano ambra e cisto.

Olio essenziale di incenso: composizione

Per quanto riguarda la sua composizione, l’olio essenziale d’Incenso è a base terpenica, infatti contiene alfa-pinene (37,9%), (+)-limonene (10,2%), beta-fellandrene (5,3%), p-cimene (4,3%) viridiflorolo (3,8%), terpinen-4-olo (2,3%). Acidi degni di nota presenti nella resina della Boswellia sacra: acidi α-boswellico e β-boswellico, acidi terpenici i quali rappresentano i principi attivi dotati di maggiore attività.


L’olio essenziale di incenso scelto per te da Erboristeria Como

Questo è l’olio essenziale d’Incenso puro 100% di alta qualità (con le relative analisi di laboratorio) e biologico che puoi trovare in Erboristeria Como: è alimentare, adatto per l’aromaterapia, ma può essere usato anche per diffusione o cosmesi e proviene da piante di Boswellia carterii Birdw. del Somaliland (Stato dell’Africa orientale non riconosciuto dalla comunità internazionale, costituito dalle province settentrionali della Somalia) da raccolta spontanea su terreni certificati biologici a 100 m slm. La resina viene raccolta in modo sostenibile in modo che l’albero non viene danneggiato e viene poi distillata nel laboratorio veneto di Badia Calavena.


L’olio essenziale di Incenso proprietà e uso

Ecco le sue proprietà, descritte dalla letteratura scientifica, ed in particolare nel trattato di Aromaterapia di Shelley e dal Prof. Marco Valussi nel suo libro di Aromaterapia.

L’Olio essenziale di incenso contro la depressione

Secondo P. Shelley è ottimo per l’ansia e la meditazione. E’ dall’antichità che l’incenso è usato come agente calmante per indurre uno stato di appagamento, ed è utile contro l’irritabilità, la tristezza, la depressione (in particolare, nella depressione dovuta ad un dispiacere, accompagnata da incubi: “Boswellia carteri è lunico olio essenziale valido per entrambi i sintomi, quindi metà delle gocce usate devono essere di questo olio”). Boswellia carterii migliora lumore, attenuando la tristezza e stimolando le funzioni del sistema immunitario. Nel “trattato di aromaterapia” l’aromaterapista Shelley inoltre scrive che: “La vaporizzazione di olio di lavanda alla notte ha migliorato l’insonnia di alcuni soggetti con insonnia leggera; si lega bene con l’olio essenziale d’Incenso.

  • L’Olio essenziale di incenso: disinfettante dell’ambiente

Secondo gli studi scientifici dalla letteratura, questo olio essenziale risulta anche bechico, antisettico per l’ambiente degli ammalati.

  • L’Olio essenziale di incenso per la pelle

L’olio essenziale veicolato in olio e applicato sulla pelle risulta: analgesico e antalgico (Roulier,1990); antirughe.

  • L’Olio essenziale di incenso la sua fragranza

Per la sua particolare fragranza, l’olio essenziale d’Incenso è utilizzato in profumeria per le note sopra descritte, dà effetti deliziosi associato agli agrumi dove modifica la dolcezza del bergamotto e degli oli d’arancia. L’olio essenziale d’Incenso è di per sé una base per tutti i profumi ed è un ingrediente importante in molte basi orientali, ambre, profumi floreali, colonie di agrumi, miscele di spezie, profumi viola, “fragranze maschili”, ecc.


L’olio essenziale di Incenso: cautele

Conservare in contenitori sigillati, al riparo dalla luce e dal calore, se possibile in frigorifero. 

Dott.ssa Laura Comollo


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