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Rimedi naturali efficaci contro i dolori articolari

Rimedi naturali efficaci contro i dolori articolari

I dolori articolari possono essere:

1) di origine reumatica: dolori causati da disturbi reumatici o osteoarticolari.

2) di origine traumatica: dolori causati da traumi, cadute, contusioni ed infortuni.

Quali sono le patologie che provocano i dolori reumatici?

Tra le malattie osteoarticolari sono incluse circa 100 differenti patologie che possono colpire le articolazioni o il tessuto connettivo, le più diffuse sono rappresentate da artrite, osteoartrite (o artrosi) e artrite reumatoide.

L’artrosi è un’alterazione degenerativa cronica della cartilagine delle articolazioni. La cartilagine inizia a perdere la sua caratteristica levigatezza e con l’usura diviene ruvida. Colpisce prevalentemente il ginocchio, l’anca, la colonna vertebrale e, in misura minore, le articolazioni delle mani e dei piedi. Sui bordi delle due estremità ossee, che partecipano all’articolazione, compaiono delle protrusioni, chiamate osteofiti, che rappresentano un segno caratteristico dell’osteoartrite.

I sintomi principali dell’artrosi sono rappresentati da: edema (gonfiore dovuto all’accumulo di liquidi); ingrossamento dell’articolazione interessata; infiammazione (negli stadi più avanzati); sensazioni dolorose dopo “carico protratto”(ad esempio, dolore alle ginocchia dopo una lunga passeggiata); scrosci articolari (crepitii associati al movimento).

Le articolazioni colpite da artrosi, inoltre, sono spesso irrigidite, soprattutto al mattino e nei periodi di non deambulazione. Le anche e le ginocchia sono le articolazioni più colpite dall’artrosi post-menopausa, ma anche le mani e le dita sono giunture colpite spesso.

L’artrite è un’infiammazione a carico dei tessuti molli di una o più articolazioni. Le cause dell’artrite possono essere diverse, come ad esempio le infezioni o le alterazioni del sistema immunitario. Le articolazioni più colpite sono quelle a livello di: polsi, gomiti, dita di mani e piedi, fianchi, spalle e ginocchia.

L’artrite può essere di tipo:•acuto- assai diffusa, è generalmente causata da batteri e provoca gonfiore e rigidità di movimento; •cronico- è una forma degenerativa, che a partire dall’artrite acuta si evolve progressivamente.

L’artrite reumatoide è un’infiammazione cronica ed ha origine autoimmune (è dovuta ad un’alterazione del sistema immunitario, che provoca risposte anomale dirette contro il proprio organismo). A differenza dell’artrosi, coinvolge solo la membrana sinoviale e non la cartilagine vera e propria: il sistema immunitario si comporta in modo anomalo ed aggredisce la membrana sinoviale delle articolazioni, che reagisce aumentando di volume fino ad invadere la cartilagine, eroderla e consumarla.

Generalmente si presentano i seguenti sintomi: •gonfiore (l’articolazione si presenta molto calda, arrossata e dolorante); •ispessimento della membrana sinoviale e suo ripiegamento verso l’interno; •erosione della cartilagine dell’osso sottostante; •progressiva deformazione delle articolazioni coinvolte.

Altre patologie che possono causare dolori articolari sono:

- Borsite (infiammazione dei cuscinetti ammortizzatori intorno alle articolazioni);

- Malattie reumatiche come il lupus, la gotta, l’artrite psorisiaca;

- Alcuni virus, per esempio quelli che causano la parotite, l’influenza, la mononucleosi.

Quali sono gli approcci per affrontare i dolori articolari di origine reumatica?

Approccio alimentare:

Occorre limitare il consumo di carne, insaccati, uova e formaggi stagionati: questi alimenti infatti contengono:

- una quantità rilevante di proteine animali, che porta a un surplus di acido urico nell’organismo che, precipitando sottoforma di cristalli a livello delle articolazioni e dei muscoli, è causa del dolore articolare

- una quantità abbondante di acido arachidonico, precursore delle prostaglandine, sostanze che innescano il fenomeno infiammatorio.

La carne crea, inoltre, un’acidificazione generale dell’organismo, così come il caffè, che favorisce la mobilizzazione del calcio dalle ossa con conseguente maggiore possibilità di osteoporosi.

Ben vengano, invece, frutta e verdura ricche di vitamine e antiossidanti. È consigliabile l’assunzione di cibi quali cipolle e alimenti vegetali ricchi di calcio come sesamo, mandorle, legumi e cavoli.

Approccio farmaceutico:

Nel trattamento delle malattie reumatiche è importante intervenire alleviando l’infiammazione in modo da ridurre il dolore e recuperare gradualmente la funzionalità articolare.

Il trattamento farmacologico relativo alle problematiche osteoarticolari è rappresentato da diversi farmaci (antinfiammatori, analgesici e cortisonici) che riducono dolore ed infiammazione. Il più famoso antinfiammatorio inibitore delle COX 1 e 2 è sicuramente l’acido acetil salicilico (nell’aspirina) ma possiamo citarne anche altri come il Naprossene sodico (nel Momendol oppure Synflex). Poi ci sono gli inibitori che agiscono in maniera selettiva solo sulla COX2, molto più attivi sul dolore e l’infiammazione e tra questi possiamo citare il Celecoxib.

Come è nota senza dubbio la grande attività di questi Farmaci è altrettanto importante segnalare i numerosi effetti collaterali che ne limitano il loro utilizzo tra cui la gastrolesività.

Approccio fitoterapico:

Per i problemi articolari nello specifico ti consigliamo Doloreum, un integratore in capsule col fitocomplesso Univestin (coperto da brevetto internazionale) che è a base di estratti di Scutellaria baicalensis e Acacia catechu, titolato in due principi attivi baicalina e catechine. La letteratura scientifica più recente ha infatti evidenziato un’importante attività antinfiammatoria, attribuibile alla baicalina di Scutellaria baicalensis e alle catechine estratte dal legno di Acacia Catechu con un meccanismo d’azione simile ai FANS (es. Ibuprofene, Aspirina, Momendol ecc…).

Univestin ha efficacia testata in vivo confrontata con naprossene sodico (principio attivo di Momendol e Synflex) e con Celecoxib (principio attivo di Celebrex 200 mg).

- Lo Studio clinico su Univestin vs Celecoxib(Celebrex200 mg) è stato condotto su 60 soggetti con un’età compresa tra i 40 e 75 anni, con artrite reumatoide o osteoartrite del ginocchio e/o dell’anca suddivisi in quattro gruppi da 15 persone: •Placebo, •Gruppo che assumeva Univestin nel dosaggio di 250mg, •Gruppo che assumeva Univestin nel dosaggio di 500mg, •Gruppo che assumeva Celecoxib nel dosaggio di 200mg. L’efficacia del trattamento è stata valutata ogni mese per 3 mesi utilizzando come parametro il test WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities), l’indice più utilizzato per valutare la sintomatologia legata all’Osteoartrite (dolore, rigidità e funzionalità).

Risultati: Univestin riduce il dolore nel dosaggio di 500 mg/die e a questo dosaggio è più efficace di Celecoxib 200 mg; Univestin migliora la ripresa delle funzioni del ginocchio e/o dell’anca, sia al dosaggio di 250 mg che di 500 mg sia rispetto al gruppo placebo che rispetto al farmaco Celebrex 200 mg.

- Lo Studio clinico su Univestin Vs Naprossene Sodico 440 mg(nome commerciale Momendol o Synflex), condotto presso l’università della Florida nel 2011, ha avuto come principale obiettivo di verificare gli effetti in una settimana dell’assunzione giornaliera di 500mg di Univestin in soggetti affetti da osteoartrite in comparazione con naprossene sodico 440mg/die. Lo Studio è stato condotto su 80 persone suddivisi in due gruppi: uno assumeva 500 mg di Univestin al giorno; l’altro assumeva 440 mg di naprossene sodico al giorno.

Risultati: Univestin si è dimostrato efficace sul dolore in 7 giorni come il farmaco Naprossene sodico; la rigidità muscolare si riduce in maniera importante dopo 3 giorni di assunzione di Univestin® migliorando ulteriormente dopo 7 giorni, con valori comparabili al farmaco naprossene sodico.

Quando assumere Doloreum?

Per ripristinare la funzionalità articolare nella fase acuta si consiglia l’assunzione di 2 capsule di Doloreum a pranzo e 2 compresse di Curcuma Gold a cena per almeno 10-20 giorni consecutivamente. In uno scorso post (Curcuma benefici: un aiuto dalla natura) avevamo già parlato di Curcuma Gold, integratore utile per le infiammazioni associate ad esercizio fisico prolungato, per l’attenuazione dell’indolenzimento muscolare da stress ossidativo, nella sindrome del colon irritabile, prostata, diabete e retinopatia diabetica, ma anche per il benessere delle articolazioni.

L’alternativa di Specchiasol è Lenicomplex compresse, con estratto brevettato LeniFit, a base di piante officinali con proprietà antinfiammatorie e analgesiche che lavorano sinergicamente per favorire la fisiologica funzionalità articolare e quindi utili per contrastare i più comuni disturbi osteo-articolari e muscolari (come dolore e gonfiore). Lenicomplex compresse in particolare contiene: Artiglio del diavolo, Boswellia e Pycnogenolo. Di norma si consiglia l’assunzione di 2 compresse al giorno, preferibilmente prima dai pasti principali. Può essere associato a LeniComplex gel, che contiene Artiglio del diavolo, Boswellia, olmaria e capsico e che di norma si consiglia di applicare il prodotto 2-3 volte al giorno sulle parti interessate e massaggiare fino a completo assorbimento.

Approccio con i gemmoderivati:

Indicazioni principali del gemmoderivato di vite vergine (Ampelopsis weitchii) sono le sindromi infiammatorie a localizzazione articolare e periarticolare molto dolorose, rapidamente evolutive e deformanti. La sua prescrizione risulta ottimale nelle sindromi reumatiche infiammatorie quali artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante, periartrite scapolo-omerale, forme dolorose e deformanti delle piccole articolazioni, aderenze post-infiammatorie. La sua azione può essere rinforzata dal gemmoderivato di Ribes nigrum, il quale contribuisce a diminuire la rigidità articolare e la componente algica (coxartrosi, in particolare).

In caso di coxartrosi di solito è consigliato associare vite vergine a ribes nigrum e betula pubescens gemme; in caso di artrite deformante si consiglia di associare vite vergine a ribes nigrum e a vitis vinifera.

Anche la prescrizione del gemmoderivato di ginepro risulta preziosa in reumatologia: stimola la diuresi, accelerando l’eliminazione di scorie da parte dell’organismo ma la sua azione è molto più profonda, arrivando a influenzare “il metabolismo cellulare e il profilo delle singole cellule collagenosiche” (Weiss R.F., Lehrbuch der Phytoterapie, Hippokrates Verlag, Stuttgart 1992) con beneficio della funzionalità articolare e rallentamento dei processi degenerativi. Può essere indicato pertanto nelle artralgie.

E in caso di traumi di vario tipo o contusioni agli arti?

Per traumi e contusioni si consiglia, a livello topico, Arnica gel FORTE. Questo gel contiene il 20% di estratto glicolico di arnica montana, Phyto Arnica, ottenuto dai fiori esclusivamente della specie Arnica montana e con rapporto droga-estratto 1:1 (e non tintura madre con rapporto 1:10!). Arnica gel Forte è privo di parabeni, PEG e SLS. L’attività antinfiammatoria di Phyto Arnica è stata comparata con Diclofenac 1% (voltaren emugel 1%) e testata contro Arnica messicana (Heterotheca Inuloides, molto comune in commercio da sola o in mix con l’arnica montana) e ha efficacia testata contro traumi e contusioni. Risultati degli studi: Arnica montana è 10 volte più efficace rispetto a arnica messicana; Phytoarnica ha un’attività antinfiammatoria comparabile a quella del Diclofenac.

Dott.ssa Laura Comollo

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