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Controllare l'ipertensione (e non solo) con rimedi naturali

Controllare l'ipertensione (e non solo) con rimedi naturali

Con il termine “circolazione sanguigna” indichiamo semplicemente il moto del sangue entro il cuore e i vasi sanguigni. Il nostro sistema vascolare è formato da un sistema di vasi (arterie, capillari, vene) che portano il sangue dal cuore alla periferia e viceversa, in maniera continua e ad una certa pressione e velocità. Il passaggio del sangue nei vasi è determinato:

1) dall’energia sviluppata dal cuore, che consente al sangue di scorrere nel letto vasale;

2) dalla resistenza allo scorrimento opposta dalle pareti vasali;

3) dalla viscosità del sangue, che ostacola il passaggio e causa un aumento della pressione a monte. Il calibro dei vasi è variabile e questo fa variare la portata, la velocità e la pressione del sangue.

Chi si può definire iperteso?

Col termine iperteso si definisce un soggetto d’età compresa tra i 30 e i 60 anni che presenta valori pressori, riscontrati in 3 giorni diversi, superiori ai 140 mmHg per la sistolica e 80 mmHg per la diastolica. L’ipertensione sistolica è la conseguenza di una ridotta distensibilità aortica o di una aumentata contrazione sistolica mentre quella diastolica è la conseguenza di un aumento delle resistenze periferiche. E’ a quest’ultima che si presta oggi maggior attenzione perché aumenta di frequente anche in pazienti apparentemente sani e non si normalizza facilmente con un trattamento.

L’ipertensione è considerata lieve quando i valori diastolici sono inferiori a 100 mmHg, moderata quando i valori diastolici sono compresi tra 100 e 110 mmHg e grave se supera i 110 mmHg. L’ipertensione è sostanzialmente primaria (essenziale) in quanto non è riconducibile ad una causa (95% dei casi).

La maggior parte dei soggetti ipertesi non presenta sintomi. La malattia diventa sintomatica quando subentrano disturbi (cefalea, vertigini, disturbi visivi) e complicazioni secondarie quali emorragie oculari e cerebrali, scompenso cardiaco congestizio, angina, infarto, insufficienza renale.

Il trattamento contro l’ipertensione si considera in genere soddisfacente quando la pressione arteriosa non supera i valori di 140/90 mmHg e non provoca disturbi da ipotensione ortostatica ed è comunque sintomatico perché si limita a modificare i valori pressori minimi e massimi: questo attenua i disturbi funzionali (ronzii, vertigini, cefalee, disturbi visivi..) e ritarda o annulla (prevenzione) la comparsa di complicanze che sono alla base della gravità dell’ipertensione arteriosa.

In quali casi le piante ci possono venire in aiuto per la circolazione?

Le principali malattie cardiovascolari per le quali le droghe vegetali ci potrebbero aiutare sono:

- l’insufficienza cardiaca congestizia;

- l’ipertensione,

- le arteriopatie ostruttive;

- alcune patologie specifiche del sistema venoso quali l’insufficienza venosa cronica (di cui parleremo nei prossimi post) e la malattia emorroidaria (vedi il post Emorroidi rimedi naturali efficaci).

Quali piante sono consigliate per avere un aiuto contro le malattie cardiovascolari?

Ecco le piante consigliate dall'Escop (The European Scientific Cooperative on Phytotherapy) in base all’esigenza e riportate nel Compendio alle monografie Escop (A. Lugli, 2007):

- Biancospino foglie e fiori (Crataegi folium cum flore): consigliate come adiuvante delle funzioni cardiache e circolatorie, nei disturbi cardiaci di origine    nervosa, nella performance cardiaca ridotta;

- Aglio bulbo (Allii sativi bulbus): profilassi dell’aterosclerosi, iperlipidemia/ipercolesterolemia;

- Trigonella e Fieno greco semi (foenugraeci semen): iperlipidemia/ipercolesterolemia, diabete mellito;

- Ispagula cuticola, Psillio bianco cuticola (Plantaginis ovatae testa): iperlipidemia/ipercolesterolemia;

- Carciofo foglie (Cynarae folium): iperlipidemia/ipercolesterolemia;

- Ginkgo foglie (Ginkgo folium): arteriopatie occlusive periferiche (claudicatio intermittens), demenza degenerativa primaria, demenza vascolare, disturbi neurosensoriali quali capogiri/vertigini, disturbi neurosensoriali quali ronzio auricolare, insufficienza cerebrale;

- Rosmarino foglie (Rosmarini folium): disturbi circolatori periferici (uso esterno).

Quali sono le piante scelte da noi per il benessere della funzione cardiovascolare?

Nel nostro integratore in capsule Aglio Composto, consigliato per il benessere della funzione cardiovascolare, l’azione benefica è dovuta all’associazione sinergica di Biancospino, Aglio, Ginkgo biloba, presenti in capsula sottoforma di estratto secco standardizzato. Vediamo perché.

L’ Aglio (Allium sativi) rappresenta la droga vegetale più studiata in campo ipertensivo: è un efficace spasmolitico vascolare e secondo l’OMS è “può essere utile nel trattamento dell’ipertensione di tipo lieve”. Secondo l’Escop, l’aglio (polvere) ha inoltre come indicazione terapeutica la profilassi dell’aterosclerosi e il trattamento dell’iperlipidemia. Esso infatti: inibisce diversi enzimi epatici coinvolti nella biosintesi del colesterolo e dei lipidi e in particolare di inibire l’enzima 3idrossimetilglutarilCoA, un enzima chiave per la sintesi del colesterolo; aumenta l’attività della lipasi nei tessuti adiposi e pertanto aumenta la degradazione dei trigliceridi; aumenta l’escrezione di colesterolo; riduce i livelli delle LDL mentre aumenta quelli delle HDL e inibisce l’ossidazione delle LDL, un effetto importante alla luce del potenziale dell’aglio nella prevenzione dell’aterosclerosi.

L’effetto antipertensivo dell’aglio sembra essere il risultato dei suoi effetti vasodilatatori; infatti l’aglio provoca una dilatazione vasale endotelio-dipendente, con un ruolo predominante dell’ossido d’azoto (comunque l’allicina provoca vasodilatazione con un meccanismo indipendente dalla sintesi di ossido d’azoto).

Però è importante tenere presente che aglio non significa solo “allicina”, ma una incredibile miscela di principi attivi che giustificano, da un lato, le ragioni dell’intuitivo e popolare impiego millenario di questo ortaggio, ma anche le continue ricerche che stanno precisando sempre meglio il ruolo di questa pianta nell’ambito della circolazione sanguigna.

Per esempio, il bisolfuro di allile inibisce, allo stesso modo dell’acido salicilico, la sintesi del trombossano A2 e, pertanto, agisce come antiaggregante piastrinico. Si può anche osservare come tutti i composti attivi dell’aglio siano caratterizzati dalla presenza di zolfo e questo fatto attribuisce a tali sostanze un’azione antiradicalica. Il danno più rilevante causato dall’azione dei radicali liberi consiste nel fenomeno della “perossidazione lipidica” a livello delle membrane e delle pareti cellulari; tra le conseguenze vi è anche l’iperaggregabilità piastrinica, con la conseguente vasocostrizione.

Inoltre l’aglio è:

ipotensivo e protettore vascolare perché agisce provocando vasodilatazione delle arteriole e dei capillari. L’effetto è tanto più marcato quanto maggiori sono i valori pressori iniziali.

antisettico, balsamico, espettorante a livello di tutto l’apparato respiratorio; queste azioni vengono attribuite alla presenza di zolfo organico di cui l’aglio è particolarmente ricco;

antispastico, carminativo, antisettico intestinale, antidiarroico, digestivo (per aumento della produzione di acido cloridrico), coleretico, colagogo, vermifugo;

antibiotico per l’azione batteriostatica e battericida: agisce sui Gram+ e Gram-;

antinicotinico: l’aglio si è dimostrato efficace sia nel contrastare i disturbi cronici derivanti al fumatore dall’abuso di nicotina sia nel ridurre le manifestazioni nervose a livello del cuore, gli episodi catarrali e le irregolarità di funzionamento dell’intestino;

anicanceroso: recenti lavori di ricercatori statunitensi hanno dimostrato la presenza nell’aglio, come nella cipolla, di sostanze che prevengono l’insorgenza di tumori all’intestino e al seno sia per un’azione specifica sia per mezzo di meccanismi di stimolazione delle difese immunitarie endogene.

Questa foto è stata scattata da noi presso il comune di Piuro, in Val Bregaglia (a nord del nostro Lago di Como). Si tratta di una distesa di Allium ursinum, aglio selvatico ma anch’esso commestibile, ma da NON confondere col Colchico autunnale, tossico.

Il Biancospino: la droga è costituita da foglie e sommità fiorite di Crataegus laevigata. Secondo il Capasso (2006), le proprietà ben dimostrate e tipiche del biancospino sono quella inotropa positiva e quella antiaritmica; inoltre è da segnalare che il biancospino possiede attività antiossidante (quest’azione è particolarmente rilevante alla luce del fatto che le specie reattive dell’ossigeno sono coinvolte nella patogenesi dell’aterosclerosi, dell’angina e dell’ischemia cerebrale.

In sintesi si può affermare che il biancospino agisce sul sistema cardiovascolare in due modi: 1) dilata la muscolatura dei vasi (in particolare coronarici) e quindi riduce la resistenza periferica ed abbassa la pressione arteriosa (pertanto limita gli attacchi di angina); 2) agisce direttamente sul miocardio provocando un’azione inotropa positiva. Il biancospino inoltre protegge l’endotelio vascolare e riduce il colesterolo e i trigliceridi plasmatici. Oltre ad essere cardiotonico, agisce anche contro eventuali forme di ansia.

Il Ginkgo Biloba (foglie): la Commissione E tedesca consiglia il ginkgo per una serie di disturbi legati ad alterazioni del flusso arterioso centrale e periferico; tra questi, viene menzionato che il ginkgo aumenta la distanza percorsa (senza avvertire dolore) da pazienti con disturbi occlusivi delle arterie periferiche (claudicatio intermittens), con l’avvertenza di non trascurare altre misure, quali ad esempio l’esercizio fisico, in particolare il camminare. Capasso (2006).

L’estratto secco titolato delle foglie di Ginkgo regola il tono vascolare aumentando la vasodilatazione e, perciò, il flusso di sangue periferico nei capillari e nelle arterie in vari disturbi circolatori, nel morbo di Reynaud, nelle varicosità, nelle sindromi post-trombotiche, nell’insufficienza vascolare cerebrale cronica. Chiereghin (2005).

Escop segnala, nel raffronto Interazione con farmaci- piante indicate in monografie Escop, che Ginkgo folium potrebbe avere interazione con sostanze che inibiscono la coagulazione.

Vi sono altre piante antiipertensive utili per la funzionalità cardiovascolare?

Altre piante antiipertensive, NON presenti tuttavia sul Manuale Escop, né tra le monografie dell’OMS, antipertensive, popolarmente note sono Olivo e Vischio. Per quanto riguarda l’olivo, la Campanini, in “Terapie complementari in geriatria” (2011) afferma che le foglie di olivo possono essere impiegate nelle forme di ipertensione arteriosa di grado modesto. Per quanto riguarda il vischio, la sua azione antipertensiva si attua per stimolazione del parasimpatico e diminuzione della resistenza vascolare periferica: quest’azione è generale e diffusa per cui i preparati di vischio sembrerebbero attivi non solo nel ridurre l’ipertensione arteriosa, ma anche cefalee, vertigini, dolori pericardiaci, turbe vascolari della menopausa, disturbi geriatrici. Il vischio sembrerebbe avere un’efficacia provata in queste situazioni: ipertensione compresa tra i 160 mmHg sistolici e i 95-100 mmHg diastolici. (Chiereghin, 2005).

Dott.ssa Laura Comollo

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