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Argilla: le tre proprietà che non conoscevi

Argilla: le tre proprietà che non conoscevi

L’argilla è un complesso di sistemi minerali tra loro armonicamente coesistenti che, secondo i geologi, deriverebbe da millenari processi erosivi da parte degli agenti atmosferici (acqua, vento, calore solare e calore vulcanico) su rocce originarie di tipo granitico. L’elemento chimico più importante nell’argilla è il silicato di alluminio che, però, non si presenta mai allo stato puro ma accompagnato da una serie di minerali (calcio, ferro, magnesio, ecc.). Tali impurità hanno rilevante effetto nella colorazione delle argille che sono: bianche, rosse, giallerosa, verdi, blu.

Per comprendere la ragione della straordinaria efficacia dell’argilla è importante conoscerne in primo luogo la precisa natura chimica. La composizione chimica media di un’argilla verde di origine italiana è: silice (46,70%), allumina (11,30%), ossido di calcio (10,60%), sesquiossido di ferro (5,20%), ossido di magnesio (4,95%), ossido di potassio (2,70%), biossido di titanio (0,65%), ossido di sodio (1,30%), umidità (5,20%), perdita a secco (11,40%).

Gli elementi costituenti le argille sono praticamente costanti, pur presentando alcune differenze a seconda dei luoghi d’origine. Rilevante è il fatto che tutte le argille, ovunque scavate, contengono in pratica la quasi totalità di minerali e tra essi i sette metalli pesanti: argento, ferro, mercurio, oro, piombo, rame e stagno.  La loro quantità piccolissima e costituisce un insieme di oligoelementi terapeuticamente molto interessante anche se, da un punto di vista strettamente chimico, questi metalli sono delle impurità.

Le proprietà dell’argilla

Le numerosissime proprietà dell’argilla non derivano solamente dalle sue caratteristiche chimiche; altri fattori quali il tipo di preparazione, la capacità di scambio ionico nei processi osmotici, la sua essiccazione al sole, la sua granulometria e ventilazione intervengono ad aumentarne i meccanismi d’azione che, per altro, non sono ancora stati del tutto chiariti.

L’argilla è antisettica , antitossica, assorbente, battericida, cicatrizzante, energizzante.

I Diversi tipi di argilla e la loro preparazione per l’uso

E’ importante scegliere il tipo di argilla più adeguata all’uso che s’intende farne.

L’argilla macinata grossa viene usata soprattutto per impacchi e cataplasmi di grandi proporzioni o per bagni, pediluvi e maniluvi argillosi. Si presenta in pezzi. Per prepararla occorre porre la quantità di argilla necessaria in un recipiente che non sia né metallico né di plastica (legno, vetro, porcellana, maiolica), pareggiandone la superficie in modo grossolano, aggiungere acqua fredda sino a ricoprire l’argilla e, senza mescolare, lasciare che il liquido venga completamente assorbito; coprire infine con una garza per evitare che si depositi qualche corpo estraneo e lasciar riposare per qualche ora. L’argilla pronta si presenta liscia e omogenea, con una consistenza cremosa e densa quel tanto che, raccolta su un cucchiaio non coli. Nel caso si dovesse usare tiepida o calda occorre riscaldarla a bagnomaria, ma mai direttamente sul fuoco.

L’argilla macinata fine ha l’aspetto di una terra normalmente sciolta e trova impiego per impacchi e cataplasmi di normali proporzioni, per bendaggi e bagni argillosi, per lavaggi, irrigazioni, per maschere e applicazioni cosmetiche.  Si prepara così: in un recipiente (mai metallico o in plastica) ponete la quantità di argilla necessaria dandole la forma di cono (come si fa con la farina), aggiungete acqua (fredda, tiepida o calda) sino a coprire metà circa del cono d’argilla. Lasciar che il liquido venga completamente assorbito, aggiungendo eventualmente un poco di acqua se la consistenza dell’impasto risultasse eccessiva. Si può anche addizionare al composto alcune gocce di olio extravergine di oliva per accrescerne la plasticità.

L’argilla ventilata è invece quella terra che è stata trattata in uno speciale cilindro impiegando un potente getto d’aria che separa i più piccoli granuli d’argilla dalla sua polvere. Questa polvere, che ha la consistenza di una cipria, è appunto l’argilla ventilata. Essa trova impiego per usi interni, per fare frizioni o per confezionare pillole, compresse, saponi, dentifrici: si può ritenere del tutto occasionale e sporadico l’utilizzo dell’argilla in questa granulometria per uso esterno.

Come usare l’argilla

L’argilla si usa prevalentemente come medicamento esterno e si utilizzano principalmente questi metodi:

- Cataplasmi: consistono nello stendere direttamente sulla pelle o sopra una garza leggera, l’argilla preparata come spiegato in precedenza. E’ consigliato usare una spatola di legno per applicare l’impasto, per uno spessore di 1 o 2 cm, sulla zona stabilita, coprendo una superficie più ampia di 2 o 3 cm rispetto a quella interessata. Una volta stesa l’argilla occorre fasciarsi con un telo leggero (di fibra naturale e bianca) e fissarlo con bendaggi o cerotti, in modo che rimanga fermo. Avvolgere poi tutto con un panno di lana o di flanella per mantenere calda e protetta la parte. La durata di un cataplasma varia da mezz’ora ad alcune ore a seconda del problema che deve essere trattato.

- Impacchi: si diluisce l’impasto argilloso con acqua, vi si immerge una pezzuola o un tampone di cotone finchè non si è impregnato bene di argilla. Dopo averlo fatto sgocciolare un poco, lo si pone sulla parte da trattare e lo si copre con un panno di flanella.

- Fasciature e bendaggi: anche qui si immergono nel preparato, diluito opportunamente, bende o fasce a trama larga la cui misura sarà proporzionata alla parte da trattare. Si procede poi fasciando la zona interessata. Tale metodo viene di norma impiegato per coprire zone estese o per scopi estetici.

- Polverizzazione: in questo caso si usa polvere d’argilla ventilata, spargendola sulla parte come si trattasse di talco. La polvere è eccellente per trattare piaghe, ferite, eczemi, sui quali esercita un’azione fortemente disinfettante e antibatterica, favorendo nel contempo la ricostruzione dei tessuti lesi.

- Bagni argillosi: si tratta di argilla sciolta nell’acqua e nella quale ci si immerge completamente o parzialmente (pediluvi, maniluvi, semicupi), per non più di 15-20 minuti. Utilizzando questo metodo sarà opportuno non usare la consueta vasca da bagno poiché, scaricandosi, l’argilla potrebbe intasare le tubature: è consigliabile dunque ricorrere ad un mastello. Questo tipo di trattamento è utilizzato in caso di reumatismi, artriti, affezioni ossee.

- Unguenti: è possibile, aggiungendovi oli essenziali utilizzare l’argilla per preparare degli unguenti da usarsi sia a scopo medicamentoso che estetico. Sono tantissimi gli unguenti ottenibili, ma vediamo l’esempio per il trattamento dei foruncoli. In un recipiente non di alluminio fare sciogliere a caldo, mescolando con un cucchiaio di legno, due grosse prese di sale marino non raffinato. Aggiungere poi, mescolando, qualche goccia di olio d’oliva extravergine e argilla in polvere finissima in quantità tale da ottenere una consistenza d’unguento. Mettere l’impasto ben caldo su una pezzuola da applicare sulla parte da trattare. Ripetere l’operazione fino a quando apparirà del pus, da quel momento applicate cataplasmi freddi di sola argilla per un giorno o due.

- Maschere d’argilla: le maschere d’argilla servono essenzialmente a scopi cosmetici. Nella loro preparazione si procede come per la preparazione degli unguenti. Si lascia in posa 15 minuti e si risciacqua con acqua tiepida. La maschera, uno dei trattamenti cosmetici e terapeutici più utilizzati, si comporta come una potente carta assorbente che toglie le tossine dell’epidermide e contemporaneamente cede sostanze minerali, elementi rivitalizzanti ed energetici. L’azione meccanica superficiale che si esplica durante l’asportazione della maschera stessa, inoltre, consente l’eliminazione delle lamelle cornee superficiali e rende la pelle più chiara, sgrassata e pulita.

- Frizioni: si eseguono in taluni casi particolari con olio da massaggio nel quale si sarà stemperata un po’ di argilla ventilata. Si può usare anche olio di oliva extravergine o altro supporto adatto.

Dott.ssa Laura Comollo

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