Il Coenzima Q10 (CoQ10) non è un semplice cofattore, ma un elemento cardine della bioenergetica cellulare e della omeostasi Redox. L’analisi incrociata di cinque recenti studi pubblicati su PubMed ci permette di delineare un protocollo d’uso basato sull’evidenza, superando i luoghi comuni sull’integrazione generica.
Coenzima Q10: la molecola
Il Coenzima Q10 (CoQ) è un chinone lipofilo endogeno, ubiquitario nelle membrane biologiche, dove agisce come cofattore dei complessi respiratori mitocondriali a supporto della bioenergetica cellulare. La sua forma ridotta (ubichinolo) è dotata di attività antiossidanti sia come scavenger di radicali liberi sia come supporto, sinergico, alla più ampia rete antiossidante cellulare.

Queste due funzioni, bioenergetica e antiossidante, hanno caratterizzato la ricerca sul Coenzima Q nella seconda metà del XX secolo, mentre nei primi decenni del nuovo millennio la ricerca ha svelato nuove funzioni del CoQ, evidenziandone il ruolo nella modulazione dell’espressione genica, della funzione mitocondriale e della segnalazione, con importanti implicazioni nel processo di senescenza e morte cellulare.
Come evidenziato da Sood et al., il CoQ10 agisce come un trasportatore mobile di elettroni all’interno della membrana mitocondriale interna. Senza una concentrazione ottimale di CoQ10, il gradiente protonico necessario per la sintesi di ATP decade, portando a una crisi energetica cellulare. Il coenzima Q10 (CoQ10) è fondamentale per il trasferimento efficiente di elettroni all’interno della catena respiratoria ossidativa mitocondriale e per la produzione di adenosina trifosfato (ATP).

Il CoQ10 può potenzialmente aumentare la produzione di antiossidanti vitali, come la superossido dismutasi, un enzima che mitiga efficacemente lo stress ossidativo vascolare negli individui con ipertensione. Inoltre, il CoQ10 riduce i livelli di perossidazione lipidica riducendo i composti pro-ossidativi.
Il legame tra Ferro, Ossigeno e CoQ10
Per produrre energia (ATP), la cellula ha bisogno di due componenti fondamentali che devono “incontrarsi” nel mitocondrio: l’Ossigeno (trasportato dall’emoglobina (che richiede ferro)) e gli Elettroni (trasportati dai nutrienti attraverso il CoQ10).
Se il ferro è basso, arriva meno ossigeno alle cellule. Se il CoQ10 è insufficiente, la cellula non riesce a usare efficacemente l’ossigeno presente per produrre energia. In entrambi i casi, il risultato è la fatica cronica.
Perché lo studio sulla stanchezza (Tsai et al., 2022) è decisivo?
Lo studio di Tsai et al. conferma che l’integrazione di CoQ10 combatte la stanchezza proprio perché ottimizza la fase finale della produzione energetica: anche in condizioni di stress (come una ridotta ossigenazione o un carico fisico elevato), il CoQ10 assicura che il flusso di elettroni verso l’ossigeno sia il più fluido possibile; quando i mitocondri lavorano male, producono molti radicali liberi (ROS). Lo studio sottolinea che il CoQ10, agendo da antiossidante, neutralizza questi scarti che altrimenti danneggerebbero la cellula, peggiorando il senso di spossatezza.
La metanalisi evidenzia che la riduzione della fatica è statisticamente significativa, il che trasforma una “teoria” in una strategia validata scientificamente. Mentre il ferro agisce sulla “logistica” (portare il comburente), il CoQ10 agisce sulla “combustione” interna. Pertanto, in un soggetto che soffre di stanchezza, agire sul CoQ10 significa potenziare la capacità della cellula di estrarre energia, indipendentemente dal fatto che la causa sia una carenza di nutrienti, l’invecchiamento o lo stress ossidativo. In sintesi: se il ferro è il binario su cui viaggia l’ossigeno, il CoQ10 è il motore che trasforma quell’ossigeno in movimento. Senza un motore efficiente, anche con i binari perfetti, il treno (il nostro corpo) non si muove.
Coenzima Q10 e Modulazione dell’Infiammazione Sistemica
Uno degli aspetti più innovativi emerge dallo studio di Hou et al., che ha valutato l’impatto sui biomarcatori dell’infiammazione tramite criteri GRADE. Il CoQ10 riduce drasticamente i livelli circolanti di Proteina C-Reattiva (CRP), Interleuchina-6 (IL-6) e TNF-α.
Coenzima Q10 e Invecchiamento, Patologie Croniche e Statine
La sintesi endogena di CoQ10 subisce un declino fisiologico con l’età e può essere compromessa da fattori farmacologici, come analizzato da Aaseth et al. (2021).
Supporto nelle Patologie Croniche: Nelle patologie metaboliche o neurodegenerative, il turnover del CoQ10 aumenta a causa dell’elevato stress ossidativo. In questi casi, il Q10 non funge solo da “carburante”, ma da scudo protettivo che impedisce ai radicali liberi di danneggiare irreversibilmente le membrane cellulari e il DNA mitocondriale.

Il declino legato all’età: negli organi ad alto dispendio energetico, come il cuore e il pancreas, il declino dei livelli di Q10 inizia a farsi sentire seriamente dopo i 45-50 anni, mentre a 80 anni sono circa la metà di quelli presenti in giovane età. Questo deficit “fisiologico” contribuisce direttamente alla ridotta efficienza mitocondriale tipica dell’invecchiamento.
L’interferenza delle Statine: è clinicamente dimostrato che le statine, pur essendo fondamentali per il controllo del colesterolo, inibiscono l’enzima HMG-CoA reduttasi. Poiché questo enzima è un passaggio comune sia per la produzione di colesterolo che per quella di CoQ10 (attraverso la via del mevalonato), l’uso di questi farmaci porta spesso a una “deplezione iatrogena” di Q10. Questo meccanismo spiega perché molti pazienti avvertano mialgie e stanchezza muscolare come effetto collaterale. Ecco il perchè dell’integrazione di CoQ10, fondamentale per chi assume farmaci per il colesterolo, che spesso ne riducono i livelli naturali provocando dolori muscolari.
Coenzima Q10 problematiche: la Biodisponibilità
Arenas-Jal et al. affrontano il limite tecnologico del CoQ10: la sua natura altamente lipofila e l’elevato peso molecolare. La biodisponibilità delle formulazioni standard in polvere è spesso inferiore all’1%. Per tradurre la ricerca in risultati clinici, è indispensabile l’utilizzo di formulazioni avanzate (soluzioni oleose, ubiquinolo o sistemi micellari) assunte in concomitanza con lipidi alimentari per facilitare l’assorbimento intestinale tramite i chilomicroni.
Coenzima Q10: conclusioni e consiglio d’uso
L’integrazione di CoQ10 si conferma una strategia validata non solo per “integrare una carenza”, ma per ottimizzare attivamente la capacità energetica e ridurre il carico infiammatorio dell’organismo. Occorre prediligere veicoli lipidici o forme ridotte (ubiquinolo) per superare i limiti farmacocinetici: un CoQ10 economico in compresse secche potrebbe avere un’efficacia nulla, quindi cerca “Ubichinolo” o formulazioni in “Softgel” oleose. Durata: trattamenti di almeno 8-12 settimane. Poiché il CoQ10 ama i grassi, prendilo sempre durante un pasto che includa olio d’oliva, avocado o frutta secca. La differenza nell’assorbimento può essere enorme. Prenderlo al mattino o a pranzo è l’ideale, poiché un aumento dell’energia cellulare nel tardo pomeriggio potrebbe interferire con il sonno in persone particolarmente sensibili. L’unico consiglio aggiuntivo è di consultare sempre il medico per i dosaggi più alti (300-400 mg), specialmente se si assumono farmaci anticoagulanti (come il warfarin), poiché il CoQ10 ha una struttura simile alla Vitamina K.
Dott.ssa Laura Comollo
TUTTI I DIRITTI RISERVATI, IL PRESENTE TESTO NON E’ RIPRODUCIBILE SENZA ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DI ERBORISTERIA COMO
Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.
Riferimenti scientifici
- Sood et al., StatPearls 2024 (PMID: 30285386) – Coenzyme Q10
- Tsai et al., Front Pharmacol 2022 (PMID: 36091835) – Effectiveness of Coenzyme Q10 Supplementation for Reducing Fatigue: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials
- Hou et al., Mol Nutr Food Res 2023 (PMID: 37118903) – Efficacy and Optimal Dose of Coenzyme Q10 Supplementation on Inflammation-Related Biomarkers: A GRADE-Assessed Systematic Review and Updated Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials
- Aaseth et al., Mech Ageing Dev 2021 (PMID: 34129891) – Coenzyme Q10 supplementation – In ageing and disease
- Arenas-Jal et al., Compr Rev Food Sci Food Saf 2020 – Coenzyme Q10 supplementation: Efficacy, safety, and formulation challenges
- Role of Coenzyme Q10 in Health and Disease: An Update on the Last 10 Years (2010–2020)
- Francisco Miguel Gutierrez- Mariscal – Coenzyme Q10 Supplementation for the Reduction of Oxidative Stress: Clinical Implications in the Treatment of Chronic Diseases, Int. J. Mol. Sci. 2020, 21(21),7870;