Pressione alta rimedi. Trattaremo in questo post come migliorare la circolazione sanguigna e l’ipertensione con rimedi naturali.

     


Con il termine “circolazione sanguigna” indichiamo semplicemente il moto del sangue entro il cuore e i vasi sanguigni. Il nostro sistema vascolare è formato da un sistema di vasi (arterie, capillari, vene) che portano il sangue dal cuore alla periferia e viceversa, in maniera continua e ad una certa pressione e velocità. Il passaggio del sangue nei vasi è determinato: dall’energia sviluppata dal cuore, che consente al sangue di scorrere nel letto vasale, dalla resistenza allo scorrimento opposta dalle pareti vasali, dalla viscosità del sangue, che ostacola il passaggio e causa un aumento della pressione a monte. Il calibro dei vasi è variabile e questo fa variare la portata, la velocità e la pressione del sangue.

Cos’è la pressione arteriosa e da cosa è determinata

Si definisce “pressione arteriosa” la forza esercitata dal sangue sulle pareti interne delle arterie. E’ il cuore, con le sue pulsazioni ritmiche, a imprimere al sangue la spinta che gli permette di scorrere all’interno dell’apparato circolatorio. La contrazione del ventricolo sinistro, detta sistole, pompa all’interno del sistema arterioso la massa del sangue, il cui ingresso nel sistema circolatorio determina un rialzo della pressione, che in questo caso prende il nome di sistolica (o massima). Durante la fase successiva, chiamata diastole, il ventricolo sinistro si rilassa riempiendosi di sangue e la pressione arteriosa si riduce progressivamente fino a raggiungere un valore minimo (mai zero) subito prima della contrazione ventricolare successiva: si tratta della pressione diastolica o minima. La continuità del flusso sanguigno è assicurata dall’elasticità delle arterie. Durante la sistole, quando la spinta esercitata dal sangue aumenta, le pareti delle arterie si distendono, mentre durante la diastole si contraggono.

Per valutare i valori della pressione massima e minima si utilizza come unità di misura il millimetro di mercurio (mmHg). L’OMS ha stabilito che per gli adulti dai 20 ai 60 anni sia da considerarsi normale una pressione massima inferiore a 240 mmHg e una minima inferiore a 90 mmHg, indicando come ottimali i valori compresi tra 100 e 120 per la massima e inferiori a 80 per la minima.

La pressione arteriosa è determinata essenzialmente dai seguenti fattori:

  • la forza con cui il cuore si contrae;
  • la quantità di sangue immessa in circolo a ogni contrazione del cuore (sistole) e la sua viscosità;
  • la resistenza opposta dai vasi periferici al flusso sanguigno;
  • l’elasticità delle grandi arterie, in particolare dell’aorta (più le pareti dei vasi sono rigide più la pressione aumenta).

Altre variabili che incidono sui suoi valori, determinandone continue oscillazioni, in assenza di malattia ipertensiva, sono:

  • l’età: negli anziani l’indurimento delle arterie legato all’invecchiamento generale dell’organismo aumenta le resistenze periferiche e quindi anche la spinta che il cuore deve imprimere al sangue in circolo per superarle;
  • il momento della giornata e il ritmo sonno-veglia: la pressione in genere è più alta la mattina al risveglio e tocca i valori più bassi durante il riposo notturno, quando tutte le funzioni dell’organismo rallentano;
  • la stagione dell’anno: il freddo aumenta la pressione, il caldo la abbassa;
  • gli sforzi fisici sostenuti
  • lo stato emotivo: uno stile di vita ansiogeno e ritmi troppo intensi possono contribuire a mantenere i livelli della pressione cronicamente elevati.

Cos’è l’ipertensione?

L’ipertensione è una patologia troppo spesso sotto valutata che aumenta il rischio di gravissimi danni all’apparato cardiovascolare e a organi vitali come cuore, cervello e reni. E’ un nemico molto insidioso sia perchè si accompagna spesso ad altri fattori di rischio, come l’ipercolesterolemia o l’obesità, sia perché nella maggior parte dei casi agisce in sordina, senza dare alcun disturbo che possa costituire un campanello d’allarme. Non a caso gli anglosassoni la chiamano “il killer silenzioso“.

Col termine iperteso si definisce un soggetto d’età compresa tra i 30 e i 60 anni che presenta valori pressori, riscontrati in 3 giorni diversi, superiori ai 140 mmHg per la sistolica e 80 mmHg per la diastolica. Si parla inoltre di ipertensione:

  • sistolica: è la conseguenza di una ridotta distensibilità aortica o di una aumentata contrazione sistolica;
  • diastolica: è la conseguenza di un aumento delle resistenze periferiche. E’ a quest’ultima che si presta oggi maggior attenzione perché aumenta di frequente anche in pazienti apparentemente sani e non si normalizza facilmente con un trattamento;
  • lieve: quando i valori diastolici sono inferiori a 100 mmHg;
  • moderata quando i valori diastolici sono compresi tra 100 e 110 mmHg;
  • grave se supera i 110 mmHg. L’ipertensione è sostanzialmente primaria (essenziale) in quanto non è riconducibile ad una causa (95% dei casi).

Spesso viene scoperta in modo del tutto casuale: la maggior parte dei soggetti ipertesi infatti non presenta sintomi. La malattia diventa sintomatica quando subentrano disturbi (cefalea, vertigini, disturbi visivi) e complicazioni secondarie quali emorragie oculari e cerebrali, scompenso cardiaco congestizio, angina, infarto, insufficienza renale. I danni della pressione alta infatti non sono immediati: quelli a carico dell’apparato cardiocircolatorio si manifestano in genere dopo una decina d’anni e quelli relativi al cervello a distanza di vent’anni dall’esordio dell’ipertensione.

Per la Pressione alta rimedi soddisfacenti  si considerano quelli che fanno sì che la pressione arteriosa non superi i valori di 140/90 mmHg, che non provocano disturbi da ipotensione ortostatica e che si limitano a modificare i valori pressori minimi e massimi: questo attenua i disturbi funzionali (ronzii, vertigini, cefalee, disturbi visivi..) e ritarda o annulla (prevenzione) la comparsa di complicanze che sono alla base della gravità dell’ipertensione arteriosa. L’ipertensione arteriosa tuttavia è una delle principali concause delle malattie cardiovascolari e a volte fa parte di un quadro più ampio: la sindrome metabolica.


Pressione alta rimedi: quali piante aiutano a regolare la pressione

Innanzitutto occorre precisare che per regolare la pressione arteriosa e il volume di sangue circolante il nostro organismo è dotato di un complesso meccanismo ormonale detto “sistema renina-angiotensina-aldosterone“. L’enzima renina, secreto dai reni, trasforma l’angiotensinogeno (una proteina del sangue sintetizzata dal fegato) in angiotensina I; quest’ultima, per intervento dell’enzima ACE (Angiotensin converting enzyme) viene a sua volta convertita a livello polmonare in angiotensina II, che in una persona sana regola la pressione mantenendola nell’ambito dei valori normali, ma nell’iperteso fa aumentare ancora di più  la pressione: infatti l’angiotensina II stimola la corteccia delle ghiandole surrenali a produrre aldosterone (ormone che invia ai reni il segnale di espellere meno acqua e sodio per via renale) e riduce il calibro dei vasi sanguigni.

Ecco le piante consigliate dall’Escop (The European Scientific Cooperative on Phytotherapy) in base all’esigenza e riportate nel Compendio alle monografie Escop (A. Lugli, 2007):

  • Biancospino foglie e fiori (Crataegi folium cum flore): consigliate come adiuvante delle funzioni cardiache e circolatorie, nei disturbi cardiaci di origine  nervosa, nella performance cardiaca ridotta;
  • Aglio bulbo (Allii sativi bulbus): profilassi dell’aterosclerosi, iperlipidemia/ipercolesterolemia;
  • Trigonella e Fieno greco semi (foenugraeci semen): iperlipidemia/ipercolesterolemia, diabete mellito;
  • Ispagula cuticola, Psillio bianco cuticola (Plantaginis ovatae testa): iperlipidemia/ipercolesterolemia;
  • Carciofo foglie (Cynarae folium): iperlipidemia/ipercolesterolemia;
  • Ginkgo foglie (Ginkgo folium): arteriopatie occlusive periferiche (claudicatio intermittens), demenza degenerativa primaria, demenza vascolare, disturbi neurosensoriali quali capogiri/vertigini, disturbi neurosensoriali quali ronzio auricolare, insufficienza cerebrale.

Una nuova pianta si aggiunge a questo elenco di piante contro l’ipertensione, come da studi recenti pubblicati su Pubmed: il gelso bianco (Morus alba).


Pressione alta rimedi, quali sono le piante scelte da noi per il benessere della funzione cardiovascolare?

Morus alba, o gelso bianco, è una promettente pianta officinale coltivata nei paesi orientali che è ampiamente utilizzata per prevenire e curare vari problemi cardiovascolari. Poichè, nonostante i suoi effetti benefici, i meccanismi molecolari coinvolti rimanevano poco chiari, i ricercatori autori dello studio pubblicato nel 2016 Morus alba extract modulates blood pressure homeostasis through eNOS signaling” hanno deciso di indagare gli effetti vascolari ed emodinamici dell’estratto di Morus alba in un modello sperimentale focalizzando l’attenzione sui meccanismi molecolari coinvolti, suggerendo la sua azione per le disfunzioni eNOS e quindi la sua utilità in caso ad esempio di ipertensione arteriosa. Analisi molecolari hanno rivelato che la sua azione benefica sul sistema vascolare è mediata dall’attivazione di due importanti proteine ​​che agiscono come sensori di stress e chaperon: PERK e heat shock protein 90. Attualmente altri studi finora condotti la indicano anche per ridurre la glicemia e per migliorare il profilo lipidico.

Noi di Erboristeria Como ti consigliamo il gelso bianco nel prodotto GlicemArmony, che si trova in sinergia con Berberis Aristata, anch’essa di grande interesse scientifico per migliorare la funzionalità cardiovascolare.

Dott.ssa Laura Comollo


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